AL MIO AMANTE CHE TORNA DA SUA MOGLIE DI ANNE SEXTON

AL MIO AMANTE CHE TORNA DA SUA MOGLIE DI ANNE SEXTON Una donna tormentata, una vita “maledetta”, segnata da diversi tentativi di suicidio che, il 4 ottobre, 1974, purtroppo riuscì a compiere. Anne Sexton si spogliò, si vestì solo di una pelliccia della madre, si versò l’ultimo bicchiere di vodka e si chiuse nel garage…

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#95. IL TALENTO NELLA POESIA. IL WAKA GIAPPONESE

#95. IL TALENTO NELLA POESIA. IL WAKA GIAPPONESE Nei secoli passati, quelli dei samurai e delle grandi leggende, gli abitanti del Giappone decisero – in modo del tutto arbitrario – che il suono della loro lingua fosse più armoniosa e pregna di significato se pronunciata a gruppi di cinque o sette sillabe. Così nacque la…

#74. A MORTE DEVAGAR (ODE ALLA VITA)

#74. A MORTE DEVAGAR (ODE ALLA VITA) In fondo chi sono io per non divulgare uno dei pensieri più condivisi della storia? 🙂 Ma prima una piccola ma doverosa precisazione: questa bella opera viene, tutt’ora, erroneamente attribuita a Pablo Neruda; il tutto “deturpandone” anche il titolo. “Lentamente muore”, “Ode alla vita”. Sappiamo che, in verità è della…

rischiare

#361. LA POESIA DELL’INVERNO

#361. LA POESIA DELL’INVERNO L’inverno è il tempo del conforto, del buon cibo, del tocco di una mano amica e di una chiacchierata accanto al fuoco: è il tempo della casa, della poesia, dei litigi, dei regali, delle difficoltà. E’ tempo di bilanci di chiusure e di conti; come diceva Ebenezer Scrooge “cos’è il natale…

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#351. RACCOLTA BIANCO E NERO

#351. RACCOLTA BIANCO E NERO Il 29 novembre ho scritto una poesia dedicata al bianco e nero. Non lo avevo mai fatto..sì, forse da giovane, quando provi un po’ tutto, ma lasciai perdere in fretta. Non ero (né sono) portato per la poesia e, lo ammetto, mi vergognavo. Succede. Non sono nemmeno un grande fotografo di bianco…

#333. BIANCO E NERO. UNA POESIA

#333. BIANCO E NERO. UNA POESIA  Il bianco profuma di estremo, come il nero del mare, il moro che puoi vedere solamente al buio, al calar della notte. E il blu si fa intenso, scuro, lo confondo con il nero. E con il bianco.  Vorrei scrivere di ogni argomento, averne la penna, lesta e precisa. La…

dormire

#314. PRIMA DI DORMIRE

#314. PRIMA DI DORMIRE Prova a concentrarti su qualcosa che metta pace. Prima di dormire pensa all’odore delle matite, pensa a quando facevi la punta ai pastelli. Poi, se non ti sei ancora addormentata, pensa che per qualcuno sarai la persona più speciale e unica che mai incontrerà.  ALLA SUA DONNA – Giacomo Leopardi Cara beltà che amore…

notte

297. NOTTE

297. NOTTE Una intensa ed ispirata poesia di Anne Brontë – Notte – mi accompagna là, dove il frastuono dei pensieri e il telegrafare del cuore rendono lieve l’attesa del sospirato consiglio.  Notte Amo l’ora silente della notte, perché un sogno felice nasce allora, rivelando alla mia vista incantata ciò che il mio occhio sveglio non adora. E può…

autunno

#274. L’AUTUNNO E’ UNO STATO D’ANIMO

#274. L’AUTUNNO E’ UNO STATO D’ANIMO In autunno inizia tutto, o quasi. In autunno finisce tutto, o quasi.  Non ho mai avuto paura dell’autunno…nonostante inizi la scuola e le foglie comincino la loro lenta ma inesorabile discesa verso il basso. Le giornate si dividono equamente le ore di buio e di luce, l’aria si rinfresca,…

fine

#269. ACCETTARE LA FINE

#269. ACCETTARE LA FINE Esiste un momento, per ogni essere umano, in cui ci si riappacifica con l’idea della fine, non necessariamente della morte, ma in generale di ciò che rappresenta una conclusione, la fine di un ciclo. Può durare anche un solo istante, ma possiamo viverlo e sentirlo chiaro dentro di noi.  Io non sono…

fatica

#257. QUANDO VIVERE E’ UNA FATICA

#257. QUANDO VIVERE E’ UNA FATICA Nella poesia “Spesso il male di vivere ho incontrato“, Eugenio Montale, con linguaggio essenziale e drammaticamente semplice, riversa il suo concetto di negatività della vita – e della poesia – in modo assoluto e senza via di scampo. Un’inesorabile sequenza di immagini che non danno al lettore alcuna via d’uscita.  Poche,…

#243. OPPRESSORI DIGITALI?

#243. OPPRESSORI DIGITALI? E come potevano noi cantare  Con il piede straniero sopra il cuore,  fra i morti abbandonati nelle piazze  sull’erba dura di ghiaccio, al lamento  d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero  della madre che andava incontro al figlio  crocifisso sul palo del telegrafo?  Alle fronde dei salici, per voto,  anche le nostre cetre erano…