Nel suo libro “In pausa“, il ricercatore Andrew Smart, mette in guardia i suoi lettori nei confronti della tendenza ossessiva del fare, analizzando casi del passato e studi recenti. Smart crede che questa tendenza a riempirci ogni singolo minuto della giornata risulti, con il tempo, distruttiva per la mente. 

SPINGERE PAUSA

Cartesio concepì l’idea dei suoi assi mentre era a letto, Newton intuì quella che è ad oggi la più accreditata legge sulla gravità, seduto sotto un albero e Archimede stava facendo il bagno quando esclamò “Eureka!”

Ciò che viene considerato, soprattutto alle nostre latitudini, come un terribile mostro, sembrerebbe aver permesso a grandi menti – e non solo – ad arrivare a grandi scoperte e incredibili invenzioni.

L’ozio è vive da sempre una diatriba molto feroce: c’è chi sostiene che è uno dei grandi mali dell’umanità e c’è chi, invece, sostiene l’esatto contrario, credendo che un po’ di sano ozio non sia solo salutare, ma anche fondamentale per esaudire i nostri desideri. 

Ma allora perché ci riempiamo le giornate di impegni? Perché non abbiamo mai un momento libero? Perché la frase più usata è “non ho tempo“?

Ormai tra lavoro, riunioni il più delle volte inutili e dannose, e-mail, messaggi, social network, spostamenti, palestra, aperitivo, figli…siamo sempre impegnati, di corsa. Indaffarati. 

Ma questa forsennata produttività è un pericolo per la mente: senza un attimo di pausa, la creatività è soffocata, non impariamo a riflettere su di noi, su ciò che accade e lavoriamo male. Il nostro cervello ha necessità di riposare, togliersi dagli impegni e distrarsi dalla solita routine. Va fatto e va fatto ora! 

Spingiamo pausa.

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