Nonostante la quantità di fotografie e video si sia moltiplicata in modo incontrollato, restiamo comunque legati all’emisfero cerebrale sinistro. Il nostro pensiero è dominato da parole e numeri. Possibilmente sequenziali.
 
Più di uno studio accreditato (forse…) ha dimostrato che più si è creativi – che non significa essere artisti – più si pensa in termini visivi, disegnati. Chi ha una mente creativa ha sviluppato diversi approcci per “ingannare” il pensiero verbale e scritto. Il creativo cerca di vedere l’idea, di mapparla. L’immaginazione è più importante della conoscenza.
 
Prendiamo ad esempio alcuni grandi fisici del secolo scorso: Niels Bohr immaginava l’atomo come un microscopico sistema solare in cui gli elettroni orbitano intorno ad un nucleo centrale.
Einstein diceva che “l’immaginazione è più importante della conoscenza” perché conoscere ha nella sua stessa definizione un limite, non possiamo conoscere tutto, mentre l’immaginazione “abbraccia il mondo intero” e non conosce limiti.

IMPARIAMO A…DISEGNARE MALE!

Basta pensare ai bambini normo stimolati; sono una fonte inesauribile di sogni e follie che nella loro testa non sono solo possibili, ma un giorno saranno anche realizzate.
Proprio Einstein elaborò la sua celebre teoria della relatività ristretta dopo aver fantasticato di viaggiare alla velocità della luce con uno specchio, cercando di immaginare che cosa vi avrebbe visto.
Il linguaggio verbale è un susseguirsi lineare di parole giustapposte che presuppongono un ordine quasi prestabilito e convenzionale. Usando solo questo approccio non si può fare altro che pensare secondo un modello logico che ha poco a che fare con l’astrazione.
 
I pensieri visivi, le idee “disegnate”, hanno la capacità di scorrere in modo più fluido, senza barriere alimentando l’ispirazione. Anche se non siamo Giotto o Leonardo, ogni volta che ci viene in mente un’idea dovremmo provare, prima di appuntare dei concetti scritti, a disegnarla. E ve lo dice uno che disegna ancora gli omini con le stanghette ma che ha un figlio che ha deciso di diventare migliore di suo padre.

 

 

Spread the word. Share this post!

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *