QUANTI DOVERI?

E i desideri? “Devo mettermi al lavoro”. “Dobbiamo fare una riunione”. “Dovrei andare in palestra”. Se pensiamo a come le raccontiamo – agli altri ma soprattutto ai noi stessi – le nostre 24 ore sembrano scandite da “doveri”. In realtà, i doveri abitano anzitutto nel nostro linguaggio, sia verbale, sia non verbale. Quando usiamo le parole “devo” o “dovrei”, stiamo dando spazio esclusivamente alla parte di noi che reagisce alle sollecitazioni esterne: coltiviamo cioè la convinzione che “dobbiamo” rispondere a ciò che il resto del mondo ci chiede (partner, genitori, figli, capi, “l’azienda”, “la legge”, “i mercati” e così via…). Gli altri vogliono, noi dobbiamo, lasciando così in secondo piano la nostra volontà.

Ecco: il linguaggio è lo strumento che abbiamo a disposizione per esercitare la nostra volontà. Quando usiamo parole come “voglio”, “vorrei”, “desidero”, diamo spazio alla nostra volontà, ai nostri desideri, lasciando che anche altre nostre “parti di noi” si esprimano, liberino la loro energia, guidino la nostra vita. Provare chiaro e forte il desiderio, sapere esattamente cosa vogliamo, e ancor di più “dircelo”, visualizzandolo e condividendolo con gli altri, “scolpendolo” come fosse una scultura, scatena motivazione e forza di volontà per agire (non solo re-agire) e perseguire le nostre aspirazioni, senza scuse.

IL CONSIGLIO: La tua volontà è come un muscolo: più la usi e più è efficiente, a partire da come pensi e da come parli. Cambia linguaggio, capovolgi il “dovere” in “volere”, l’obbligo in volontà. Non dimenticare che sei fatto (anche) di desideri: impara a vedere cosa vuoi, approfondiscili e, quando li hai messi bene a fuoco, condividili. Questo ti aiuterà a farli crescere, evolvere e diventare i tuoi progetti.

FATTI LE DOMANDE GIUSTE:

  • Quale verbo uso più spesso, “devo/dovrei” o “voglio/vorrei”? E cosa mi fa pensare?
  • Cosa mi risulta più facile, sapere quello che non voglio (“volontà negativa”) o sapere quello che voglio (“volontà positiva”)?
  • Quanto ci metto a decidere che NON voglio qualcosa?
  • Quando voglio e desidero qualcosa, quanto spazio e tempo dedico per capire

ALLENAMENTI

Allenamento #1: “devo” o “voglio”?

Per una settimana: quando ti accorgi di utilizzare “devo/dovrei” in una frase, prova (anche solo dentro di te) a ripeterla usando invece “voglio/vorrei”. Prenditi un momento per soffermarti a provare “l’effetto che fa” la riformulazione della frase. Qualche esempio: cosa cambia tra “devo andare a correre” e “voglio andare a correre” (magari rendendola ancora più precisa: correre per 3 km, correre per 20’…)? O tra “devo fare la spesa” e “voglio fare la spesa… per comprare qualcosa di buono da mangiare”? Oppure tra “devo finire questo lavoro entro le 6” e “voglio finire
questo lavoro entro le 6”? Anche se non riesci a praticare questo esercizio ogni volta che “ti scappa” un dovere, fallo tutte le volte che puoi. Anzi, che “vuoi”.

Allenamento #1: “visualizza i desideri

Per una settimana: quando desideri qualcosa di importante, prenditi 5’ (all’inizio 2’) per “sognare ad occhi aperti”, immaginando il desiderio realizzato. Visualizza più dettagli più che puoi: cosa vedi, cosa fai, cosa provi, con chi sei, quali sono i particolari dell’ambiente, i colori, le distanze, le emozioni…

Se l’esperienza è positiva, ripeti più volte questa visualizzazione: così puoi capire se si tratta di un desiderio autentico, di qualcosa su cui vuoi puntare, su cui vuoi investire tempo ed energia. Se sei arrivato a provare questa “autenticità” rispetto al tuo desiderio, è ora di condividerlo: all’inizio, scegli qualcuno che pensi possa incoraggiarti e darti feedback ed evita le persone particolarmente critiche.

Keypoint: usa diverse modalità di condivisione, sia fisica sia digitale, e nota le differenze e l’effetto che questo fa sul tuo desiderio.

Spread the word. Share this post!

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *