Nell’altopiano della Guyana, nel sud-est del del Venezuela, una serie di mesas si ergono dal terreno, come se volessero spingere la foresta incontaminata verso il cielo e oltre. Conosciute come tepui (case degli dei), queste colline vecchie quasi due miliardi di anni formavano una volta un unico altopiano, ma si frazionarono molto tempo fa. La cima piatta del monte Roraima, la mesa più alta nella catena del Pakaraima, comprende ben tre nazioni!

Un ecosistema unico

Situato al confine tra Venezuela, Brasile e Guyana, è circondato su tutti i lati da pareti rocciose alte 400 metri. A causa del suo isolamento pseudo-insulare, il Roraima ha un ecosistema pressoché unico e inimitabile ricco di curiosità dal punto di vista botanico, zoologico e geologico. Rospi neri grandi come un’unghia, piante palustri carnivore e campi di cristalli di quarzo si fondano con incredibili formazioni rocciose, creando un paesaggio dell’altro mondo. 

Si dice che i resoconti scientifici su questa esotica isola terrestre abbiamo ispirato Arthur Conan Doyle per la stesura del suo libro “Il mondo perduto“, in cui veniva scoperto che dinosauri e ominidi vivevano sulla sommità di una montagna isolata. 

La fauna del parco è poco conosciuta, vista l’estensione e l’inaccessibilità dell’area, ma si sono trovate almeno 5 specie di carnivori: felini, come ocelot, margay, yaguarondi, puma e giaguaro, 8  specie diverse di canidi, procionidi e mustelidi. Si trovano anche i tapiri, i pecari e pecari dal collare, oltre a due specie di cerbiatti, il mazama rosso e il mazama grigio molto rari e sfuggenti. 

Per quanto riguarda la flora, il parco presenta due biocenosi nettamente distinte, una alla base e lungo le pendici iniziali del monte, dove si sviluppa la flora di tipo arbustivo, e una zona sommitale, dove regnano le erbe, in ambienti che arrivano a 2.500 m e temperature minime eccezionali di 4 °C. Nella parte erbosa, composta da una crescita disordinata e molto intricata che rende difficile la penetrazione, sono state individuate anche alcune orchidee uniche al mondo.

Poca presenza umana assicura tranquillità all’ambiente

Anche se l’impatto antropico è ridotto ai minimi termini, non solo per la presenza del parco nazionale del monte Roraima – che ne assicura protezione e cura – ma anche per il non sempre semplicissimo approccio escursionistico, l’area è un’attrattiva turistica di grande interesse ed è molto amata dagli appassionati di trekking e viaggi avventura. L’azione dell’uomo, seppur minima, porta con se qualche problema, legato soprattutto all’estrazione dei diamanti che, ad oggi, risulta illegale. 

Buon viaggio!  

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