Sana invidia, spesso sento parlare di questa “sana invidia”, un’invidia edulcorata da sentimenti di stima e ammirazione che dovrebbe spronare il fortunato invidioso a fare meglio perché invidioso in modo sano dell’amico, del parente, del collega, della star…ma che cazzo stiamo dicendo? Ma che cos’è l’invidia sana? sarà ammirazione, nel migliore dei casi felicità per i successi altrui, ma l’invidia è un sentimento negativo, aspro. L’invidia sana è un’invenzione degli invidiosi.

Cosa comporta l’invidia?

Chi vive costantemente l’invidia, lamenta frustrazione, depressione. Invidia significa avere bassa autostima, insicurezza. E’ un sentimento che non vive mai da solo ed è spesso accompagnato da avarizia, rancore, risentimenti di varia natura. Uno stato psicologico così duramente provato può portarci alla depressione, a stati di ansia che, a lungo andare, fanno male al nostro corpo. Per questo motivo, parlare di “invidia, ma quella sana” , è un modo per zuccherare quei sentimenti negativi che molte persone hanno nei confronti di altre e che difficilmente siamo disposti ad ammettere.

Se non ci rallegriamo per i successi altrui, se non siamo partecipi alle gioie di chi ci sta vicino, non possiamo parlare di invidia sana, non vi è nulla di sano, anzi, è disastroso soprattutto (se non solo) per noi. E’ un sentimento subdolo, che può nascere per diverse cause, ma ciò che davvero scatena il sentimento dell’invidia non è tanto ciò che accade, ma ciò che noi percepiamo di quello che accade. Il modo che ha di vedere una persona che prova invidia è totalmente distorto e proiettato verso l’interno; è un sentimento estremamente introspettivo che logora, facendoci credere che anche noi – soprattutto noi – meritavamo certi successi. E’ un’ emozione dettata da forti frustrazioni e una insicurezza di fondo spesso drammatica. 

Perché siamo invidiosi?

E’ una questione di confronto, quasi di competizione. L’essere umano è un essere vivente gregario che ha bisogno di vivere “in branco”: vivendo in mezzo agli altri risulta, quindi, più che normale confrontarsi, fare paragoni, immaginare quanto sapremmo sfruttare meglio le possibilità che sono state date ad altri anziché a noi. Sia chiaro, l’invidioso esiste solo nei confronti di qualcun altro, non è un invidioso cosmico come il geloso. La gelosia, ad esempio, porta la persona ad essere gelosa in modo trasversale; difficilmente sarà geloso/a solo di alcuni partner.  La gelosia è un sentimento maledetto, ma meno subdolo e più “diretto”, se così si può dire. La gelosia non si nasconde, l’invidia sì. Esce allo scoperto, certo, ma l’invidioso può non risultare tale e farlo per molto tempo.

Spesso l’invidioso nasconde il senso di mancanza dietro alla famigerata espressione “se c’è un sentimento che non ho mai provato è proprio l’invidia“…che stronzata. In realtà l’invidioso sente la mancanza totale di qualcosa che ritiene fondamentale per la riuscita di qualcosa che non è riuscito a realizzare, qualcosa che gli altri – immancabilmente – hanno ottenuto, secondo l’invidioso, mai per merito loro. Non a caso agli occhi dell’invidioso le altre persone sono sempre più fortunate, più felici, più ricche e con più possibilità. Secondo un invidioso doc, gli altri non hanno mai avuto più coraggio, più preparazione. Fortuna o…fortuna. 

Essere invidiosi non è sempre una colpa e, se siamo cresciuti con certi sentimenti, in buona parte lo dobbiamo a come siamo stati educati da piccoli. L’equilibrio tra privazione e possesso, tra “si può fare” e “non si può fare”, è alla base della nostra eduzione e di quelle fondamenta che ci permettono di affrontare in modo sereno i nostri fallimenti, le nostre vittorie, così come quelle altrui.

Keypointl’invidia sana non esiste. Facciamocene una ragione

Spread the word. Share this post!