Progetti diversi, momenti diversi. Un archivio personale da ascoltare, una raccolta alla volta.
Non parto quasi mai da un genere preciso. Posso iniziare da un accordo, da un loop imperfetto, da una frase registrata, dal rumore di una stanza o da una melodia rimasta sospesa per anni. Il brano nasce quando questi elementi smettono di sembrare frammenti
e iniziano a raccontare la stessa storia.
Anuar Arebi / Music archive
Tracce di un percorso.
5 raccolte · 59 brani · Un ascolto alla volta.
01 / MooD TRIO
A Lounge Trip
Nel 2009, insieme a Davide Ricci e Luca Foschieri, ho affiancato all’energia dei 4FUN una formula acustica più raccolta. A Lounge Trip, il nostro primo album, uscito nel 2013, nasce da quel percorso: canzoni conosciute ripensate tra lounge, smooth jazz ed elettronica, con la voglia di trovare un suono nostro.
Ascolta la raccolta 12 tracce
02 / MooD TRIO
How Life Is
Con How Life Is, uscito nel 2016, il percorso dei MooD si apre anche alla scrittura originale: in Nevermind, per esempio, la musica è mia e il testo di Davide Ricci. Al nostro trio si affiancano Stefania Martin ed Enrico Ferraresi. Le registrazioni nascono nel mio studio; mix e master sono di Stefano Amerio, ad Artesuono.
Ascolta la raccolta 13 tracce
03 / Choose Your Experience
Choose Your Experience
Ho scritto il mio primo album solista elettronico nei due anni successivi alla nascita di mio figlio. Casa e studio condividevano un piccolo spazio: nelle notti invernali lui dormiva tra le mie braccia mentre componevo. Ho seguito tutto, dall’idea alla distribuzione. La fotografia in copertina viene da un mio viaggio a Lampedusa.
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04 / Naked Tapes
Naked Tapes
Ho raccolto qui brani composti e registrati nell’arco di quasi dieci anni, rimasti a lungo inediti. Non li avevo pensati come un album: elettronica, piano, chitarre, voci e rumori hanno trovato nel tempo uno spazio comune. Naked Tapes tiene insieme quelle tracce, con le loro imperfezioni, la memoria dei luoghi e ciò che ancora hanno da dire.
Ascolta la raccolta 11 tracce
05 / Pay for Pleasure
Pay for Pleasure
Con Pay for Pleasure ho scelto il death metal, una passione che mi accompagna da ragazzo, per affrontare il tema del disagio psichico. Ho composto, suonato, registrato e mixato il disco nel mio studio. Le voci di Michele Montaguti, Matteo Martelli e Stefania Martin hanno contribuito a dare forma a questo lavoro.
