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#93. COSA SIGNIFICA FOTOGRAFARE

Questo titolo è decisamente “impegnativo”. Cosa significa fotografare è qualcosa di estremamente complesso, molto più di quanto sia l’atto della fotografia stessa che, sappiamo tutti, essere un gesto quasi “naturale“. Fotografare è molto di più che scattare delle fotografie, anche belle, anche perfette. Lo è, ma non solo. 

Fotografia non è sinonimo di immagine. La fotografia è una parte della nostra anima, qualcosa che va oltre la semplice registrazione di un momento su una scheda, su un telefono o su una pellicola. Scattare ha un profondo legame con le nostre emozioni, anche la fotografia più “inutile“, se mai ci fosse una classifica di ciò che si scatta, è una scelta e, strano a dirsi, anche un selfie con la bocca a cuore o il piatto di spaghetti allo scoglio. Ma non vogliamo parlare di questo, di questo ne abbiamo già parlato. 🙂

Scattare una fotografia non si limita a premere il pulsante sulla fotocamera, è un processo mentale, un “atto di coscienza” – come scrive Fontana – che ha a che fare con una visione precisa del mondo e che, nel tempo, può cambiare. 

E riprendendo Fontana: “Bisogna fotografare quello che si pensa, non quello che si vede“. E’ vero. Quando scattiamo lo facciamo quasi con un scopo e non scattiamo mai tanto per fare. Immaginate la semplice fotografia alla pizza la sera con gli amici, o l’autoscatto con dietro il mare; il significato è molto preciso, al di là delle questioni estetiche e tecniche che, diciamocelo, poco interessano. Vediamo, soprattutto sui social network, foto orribili ricevere centinaia di apprezzamenti. Come accade? 

Forse abbiamo scoperto quali sono le foto che piacciono alle persone? Ovviamente no. Forse abbiamo una audience non particolarmente preparata? Forse, ma non è quello. Abbiamo quella che gli esperti chiamano semplicemente una buona fan-base (lista di amici) che, per un motivo o per un altro, ci dedicano un cuore, un pollice o un “complimenti, bellissima“. Ma di bellissimo, nella maggior parte dei casi, non c’è nulla. 

Il fatto è che, comunque, anche quella foto tanto odiata dai puristi, dai “fotografi veri”, ha un suo perché, una sua storia e un suo messaggio. La fotografia è un linguaggio universale, comprensibile a tutti e, tutti, possono interpretare quel messaggio. Quando osserviamo una fotografia osserviamo un mondo, siamo in grado di immaginarci cosa c’è intorno, cosa accade o cosa è accaduto in quel luogo. 

Immaginiamo di fotografare una classe di studenti, facendolo però solo inquadrando i piedi, gli zaini a terra e le gambe dei banchi. Molto probabilmente saremo in grado di capire che è una classe di studenti, saremo capaci di individuarne un’età approssimativa, saremo in grado di individuare sia i maschi che le femmine e, probabilmente, anche se la struttura è moderna o fatiscente. Insomma, con un piccola porzione di fotografia, riusciremmo a costruire un’intera storia. 

Insomma, osservare una fotografia significa viaggiare, non solo geograficamente, ma anche nella mente e nell’anima di chi ha scattato. Se vogliamo intraprendere questo meraviglioso percorso che è la fotografia, allora, dobbiamo imparare per prima cosa ad osservare il mondo che ci circonda, al netto di attrezzature, obiettivi e conoscenze tecniche. E non basta osservare con attenzione il mondo, ma è necessario farlo con sensibilità e un amore incondizionato verso il prossimo, la natura e la terra. 

Fotografare è, prima di tutto, un atto d’amore e, notizia ottima, non è mai troppo tardi per cominciare ad amare…e quindi fotografare! 🙂 

Keypoint: uscite e fotografate, con amore. Vi basterà questo accessorio per fare foto strepitose.  

 

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