#46. SRADICARE L’IMPORTANZA PERSONALE, SARA’ GIUSTO?

L’importanza personale è il nostro peggiore nemico. Pensaci, quello che ci indebolisce è sentirci offesi dai fatti e misfatti dei nostri simili. La nostra importanza personale chiede che noi si passi la maggior parte della nostra vita offesi da qualcuno.

I nuovi veggenti raccomandavano che si facesse ogni sforzo possibile per sradicare l’importanza personale dalla vita dei guerrieri. Don Juan aveva ragione. Il peso dell’amor proprio è in verità un impaccio terribile. Don Juan spiegò:

L’importanza personale non è qualcosa di semplice e ingenuo. Da un lato, è il nucleo di tutto ciò che in noi ha valore, dall’altro il nucleo di tutto il nostro marciume. Disfarsi dell’importanza personale richiede un capolavoro di strategia. I veggenti di tutte le epoche hanno espresso i più alti apprezzamenti per coloro che ci sono riusciti“.

Questo è un piccolo stralcio del libro “Gli insegnamenti di Don Juan”, dello scrittore peruviano Carlos Castaneda. In questo libro, come in molti degli altri 12 libri di Castaneda, si parla molto di percorso illuminato verso il totale abbandono dell’ego. Castaneda, e tanti altri famosi personaggi, scrittori, pensatori, filosofi e adepti dello sciamanesimo e, in generale, delle culture orientali, hanno dimostrato sempre un grande impegno – almeno sulla carta – nel condannare l’esaltazione di se stessi, il panegirico dell’ego, e dell’egoismo sul piano cosmico.

Da un lato possiamo essere certamente d’accordo e, appunto sulla carta, ha un suo senso, ma poi, puntualmente, ci ritroviamo a fare i conti con il concetto di “essere unico“, di persona che DEVE avere una sua collocazione. Un’anima irripetibile e impossibile da copiare che, tolta del suo ego e della sua manifestazione di singolarità perde la definizione stessa di Sé. Come possiamo immaginare di esistere – in senso umano – se ci dobbiamo liberare completamente della nostra importanza personale? 


La consapevolezza di sapere chi siamo è lontana anni luce dall’autoesaltazione.


Non è facile trovare una definizione condivisa del Sé, ma su una cosa esperti, studiosi, psicologi, sociologi e antropologi sono d’accordo: il Sé viene associato immancabilmente all’identità;  identità che definisce strutturalmente componenti personali, caratteristiche, esperienze che ci consentono definirci. E’ da questi concetti che parte la costruzione dell’autostima. 

Non possiamo parlare di autostima se non capiamo, in primis, che il nostro essere unici è un valore da difendere, curare e alimentare. La consapevolezza di sé non va confusa con la spocchia o con la saccenza ma, al contrario, i dubbi e la voglia di migliorarsi non solo accresceranno la nostra autostima, ma miglioreranno il nostro rapporto interiore.

Keypoint: essere se stessi funziona se non siamo dei coglioni, in tal caso lo sforzo di “cambiare” è assolutamente apprezzato. 🙂 

Spread the word. Share this post!

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *