#241. SE PUOI IMMAGINARLO…
Platone credeva che l’immaginazione risiedesse nel fegato che, con la sua superficie lucida e pulita, rispecchiava le immagini che l’essere umano incontrava durante il suo cammino di vita. Senza immaginazione siamo morti.
Ciò che ancora non esiste è parte dell’immaginazione; è quel “luogo” in cui tutto è possibile e realizzabile, dove le idee sono ancora libere e non possono essere imbrigliate in nessuno schema: è lì che vivono i pensieri dei bambini, i pensieri degli scienziati, le idee degli artisti. Un luogo unico e fantastico dove tutto, ma proprio tutto, può accadere.
La cosa davvero speciale è che, spesso, accadono. Grazie all’immaginazione abbiamo tutto quello che ci circonda, natura a parte. Tutto quello che c’è e che ci sarà lo dobbiamo a chi lo ha prima immaginato e poi realizzato, nonostante i tanti “non serve“, “non riuscirai“, “è un’impresa inutile“.
“Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa“.
Dentro a questa frase, attribuita al grande Einstein, ha al suo interno l’essenza di ciò che significa per l’essere umano l’immaginazione; ciò che è impossibile da realizzare resta confinato nella sfera dell’immaginazione, fino a quando lo sprovveduto – colui che non si ferma – nonostante tutto, e lo realizza.
Ecco che allora avremo gli aerei, i sogni realizzati, le auto elettriche, Internet, l’amore della nostra vita.
L’immaginazione nutre il nostro mondo artistico disegnando i confini del non veduto. Michelangelo, Mozart, Leonardo e Dante devono ringraziare la loro geniale immaginazione. Non avremmo sublime senza immaginazione e, perdonate l’azzardo, nemmeno Dio.
Keypoint: senza immaginazione non esisteremmo.