migliore

#195. LA PAURA DI NON ESSERE IL MIGLIORE

Una delle ansie più frequenti, in tutti i campi, è quella di non essere il migliore. Io l’ho vissuta e, ancora oggi, ogni tanto questa sindrome maledetta mi attanaglia. Mi ripeto continuamente che “non esiste il migliore, ci sarà sempre qualcuno migliore e qualcuno peggiore di te, non c’è storia“. Continuo con l’esercizio di non interessarmi di ciò che fanno gli altri ma, ammetto, qualche volta ci casco. Questo status si palesa soprattutto nei cosiddetti multipotenziali, persone che amano e si cimentano in diversi ambiti (anche con discreto successo) e dei quali abbiamo già parlato in questo articolo.

PERCHÉ NON SIAMO I MIGLIORI?

Come possiamo rispondere al costante timore di non essere all’altezza? Come liberarsi del pensiero “perché dovrebbero scegliere me? Ci sono milioni di persone meglio di me là fuori!” Ammesso e non concesso che, in effetti, questa affermazione ha tutte le ragioni per essere vera e, in buona sostanza inconfutabile, c’è da chiedersi perché mai questa affermazione non dovrebbe valere anche per noi. Potremmo essere proprio noi tra quei “milioni meglio di un altro” per chi si sta ponendo la stessa domanda. E’ una questione di numeri. 🙂 

Quindi, in primo luogo dobbiamo renderci conto che, indipendentemente dal nostro livello di competenze, siamo tutti potenzialmente sulla stessa maledetta e strapiena bagnarola pronta ad affondare. Un altro aspetto importante da considerare è quello citato all’inizio, NON esiste il migliore. Alle olimpiadi partecipano i migliori…che hanno partecipato. Sempre potenzialmente, fuori da quegli stadi, ci potrebbero essere atleti molto più forti di quelli che vinceranno l’oro e, ci sono buone probabilità (ma non è detto) che quattro anni dopo saranno loro a vincere e il pubblico, puntualmente, si dimenticherà di quei migliori degli anni precedenti. Questo non significa che non ci siano atleti, scienziati, condottieri, personaggi pubblici, artisti che non siano entrati di diritto nella storia e, in alcuni casi, nella leggenda, ma questo non significa migliore. Mai. 

Chiediamoci se i nostri clienti, i nostri partner, il capo, i soci, i collaboratori, i componenti della band, sono soddisfatti del nostro operato. Essere efficienti è molto più importante che essere i migliori. Migliori lo si è per un tempo limitato, proprio per il discorso di cui sopra: arriveremo ad un punto in cui qualcuno sarà migliore di noi, sarà quello il momento di introdurre nuove scelte, nuove passioni, nuove strade e, perché no, nuove sfide.

SAPERSI VENDERE…ANCHE A SE STESSI

Se questa sensazione deriva dal fatto che, in ambito professionale o artistico, non riusciamo a piazzarci come riescono altri, allora ci sono buone possibilità che non siamo riusciti a trasmettere il nostro valore e i vantaggi che potremmo portare, in parole semplici, non sappiamo venderci. Ma qui entrano in gioco talmente tante componenti che sarà il caso di trattare in un altro articolo, dedicato. Scrivetemi cosa pensate di questo argomento e come lo sviluppereste per analizzarlo con efficacia. Raccontate la vostra esperienza, ne nascerà un confronto stimolante.  

Imparare a vendersi in modo efficace non è semplice, ma è fondamentale; non è possibile, soprattutto nel caso di liberi professionisti e imprenditori, prescindere da questa competenza che, spiace dirlo, conta quasi più della conoscenza approfondita del proprio campo. Spiegare al potenziale cliente o datore di lavoro, quali sono i vantaggi che potremmo portare con le nostre competenze vale più delle competenze stesse e, trasferire questa consapevolezza è davvero una tattica che va imparata, ancor prima dell’online marketing, delle strategie di business e tutto il cucuzzaro. 

Dobbiamo comportarci da esperti – cercando di esserlo possibilmente – senza bluffare, senza strafare, continuando a studiare, ma consapevoli del fatto che, nel nostro territorio, siamo competenti e consapevoli. Limiti compresi. Ognuno di noi cerca professionisti che possano risolvere problemi e, se non in casi del tutto eccezionali, non viene mai richiesto il “tesserino da esperto“; piuttosto viene richiesto di incrociare le diverse competenze (sì avrei potuto usare skills per sembrare ancor più cool) affinché il nostro profilo professionale risulti adeguato alla risoluzione di quel particolare problema, o per ricoprire un ruolo con determinate responsabilità. 

Keypoint: diventa chi veramente sei e sarai il migliore. 🙂 

 

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